venerdì 20 agosto 2010

scuola di calore - tre poesie di massimo rizzante - 2

Massimo Rizzante - poesie


il ciclo di Marrakech”: tre poesie
 della raccolta ancora inedita Scuola di calore

Testamento

a Jlham

Il primo presentimento della mia morte
lo ha avuto mia madre sulla statale per Essaouira,
in auto, mentre il seme di uno sconosciuto le sporcava il volto
Nothing, like something, happens anywhere
Il secondo, è stato alcuni anni fa, a una mostra di Barceló,
dopo un breve idillio nei bagni del Prado. C’era un quadro,
Yo, un autoritratto corrotto dal tempo, invaso dalle termiti,
morsicato dai ratti, con macchie di umidità atlantica al posto degli occhi
Una patina terrosa, brunastra, lo faceva assomigliare
a quel selvaggio che è diventato mio padre.
Nei suoi Quaderni africani scrive: “Estoy como un escorpión
en el desierto comiendo mis papeles”
Anche a me uno scorpione, in mancanza di meglio, sta divorando il corpo.
Come chiamarlo diversamente? Desiderio di essere penetrata?
Senso del commercio? Eppure ci sono camere di hotel ancora intatte,
specchi grazie ai quali il dolore se ne va gettandovi un’occhiata
Forse è per questo che, dopo ventiquattro anni, quel Yo
riflesso non è più né mio padre né lo sconosciuto
che con un fazzoletto ripulì il volto di mia madre.
Tanti coiti, piccoli morti, portano a un testamento
A questo punto ci vorrebbe un erede. O che almeno,
giunti in auto a Essaouira, un giorno in cui il colore del mare
fosse quello della labbra di una annegata, violetto, dopo essersi lavati
dell’ultimo incesto, un hotel senza specchi ci accogliesse in eterno
.

 © Massimo Rizzante
Nota dell'autore
Le poesie qui presentate, “il ciclo di Marrakech”, fanno parte di una più ampia sezione della mia prossima raccolta, intitolata Scuola di calore.


pubblicata su Nazione indiana   19 agosto 2010


 

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